Vado a vivere in Australia: Working Holiday Visa, cosa offre e cosa no

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WhitehavenBeach

Per alcuni è un’esperienza fine a se stessa, per altri un modo di essere sfruttati, per altri ancora un trampolino di lancio verso una vita “parte seconda”.

Alcuni lo usano per staccare la spina da qualche mese a un anno, altri per imparare bene l’inglese e “vedere come va…”, altri ancora per giocarsi il tutto e per tutto. Sto parlando del famoso Working Holiday Visa, che per qualcuno sembrava bello ma poi è diventato qualcos’altro.

 

Questo visto è ottenibile entro e non oltre i 31 anni di età e ti dà la possibilità di entrare in Australia regolarmente, per un periodo di tempo pari a un anno (estendibile con circa 90 giorni di farm). Vieni, fai la tua esperienza e poi riparti. Oppure cerchi altri visti.

 

Tra divergenze di opinione e di prospettiva, il WHV rimane impassibile, risoluto e sicuro di essersi presentato a dovere con tutti i dettagli necessari, o per lo meno abbastanza per evitare fraintendimenti. Insomma, già dal nome ti dà l’idea di cosa vuol dire: “visto-vacanza-lavoro”! L’ordine delle parole, con l’accento posto sulla “vacanza” non è casuale, ma funzionale, come piace agli anglosassoni. Il lavoro, invece, è contemplato, ma in quanto seconda parola non gode delle stesse libertà: in pratica, la è un’esperienza, per molti una vacanza, che puoi contribuire a pagare lavorando, con alcune restrizioni. Niente ambizioni di carriera insomma, ma solo una chance per chi decide di focalizzarsi su questo aspetto, rinunciando a propositi esplorativi. Niente Direttori di azienda che ti aspettano in aeroporto con l’offerta del secolo, ma solo una personale decisione di partire dal basso e tentare di ottenere qualcosa con le possibilità concesse dal visto.

 

Tutto questo il nostro WHV lo sa già e a chi si ritrova spiazzato perché dopo quasi un anno non è ancora diventato un manager di Google, il WHV sorride sornione e pensa: eppure ve l’avevo detto.

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