Il cambiamento inizia con un biglietto aereo

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Molto spesso ci si trova insoddisfatti della propria vita, sebbene siamo giovani, perché non vediamo uno sbocco per noi, ma solo promesse vane.

Crediamo fermamente che ogni cosa che vogliamo dobbiamo crearcela a partire dalle nostre doti e smettendo di seguire il tracciato altrui, se non magari per prendere spunti. Noi abbiamo deciso di cambiare percorso, partendo per 1 anno in Nuova Zelanda con una valigia piena di sogni e un piccolo trolley di vestiti😊.

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Molti ci hanno detto che siamo coraggiosi, noi pensiamo siano più coraggiosi coloro che restano a sopportare tutto senza che nulla cambi. L’idea della Nuova Zelanda non è arrivata a caso. Abbiamo entrambi meno di 31 anni e così abbiamo potuto sfruttare il visto Working Holiday e trovare lavoro qui, per poi proseguire il viaggio. Ovviamente non è stato tutto semplice fin da subito. Arrivati a Auckland ci siamo rimasti due settimane, ma non trovando nessuna opportunità ci siamo spostati nel luogo attuale dove ci troviamo ora: Tauranga, cittadina costiera molto apprezzata per il paesaggio. Abbiamo trovato lavoro immediatamente nelle piantagioni dei kiwi e ci siamo rimasti un mese, poi io Laura ho lavorato 5 giorni in una pizzeria, il lavoro non mi piaceva sono sincera e quindi insieme, abbiamo bussato letteralmente alle porte delle attività per chiedere lavoro. Non ci abbiamo messo tanto, perché siamo stati assunti subito come personale delle pulizie, prima in appartamenti e poi in un motel (qui si intende una struttura lussuosa quando si parla di motel, nulla a che vedere con l’idea comune) e tutt’ora stiamo lavorando li, trovandoci anche molto bene.

Vi starete chiedendo perché ci adattiamo a fare un lavoro simile dopo aver percorso tutta questa strada per arrivare qui. La risposta è che non è possibile essere assunti in posizioni qualificate se si ha intenzione di stare solo 1 anno e la nostra idea è quella di sfruttare la durata del visto ma poi spostarci altrove. Dunque se nel frattempo dovremo adattarci ben venga.

Almeno proviamo a fare un lavoro che mai abbiamo fatto, ci facciamo le ossa come si dice in gergo, accumuliamo esperienze che non fa mai male e poi non è disonorevole fare lavori umili per mantenersi il viaggio. Abbiamo incontrato una coppia romana che si è trasferita qui dopo averci fatto una vacanza e lavorano entrambi come aiuto in cucina di due ristoranti. Non vieni qui tanto per fare carriera, quanto per cambiare stile di vita. Lo stress è una parola pressoché sconosciuta, sebbene vi siano problemi anche qui, di certo non si scannano di lavoro.

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Il problema più grave è la poca tutela della società Maori, relegata a vivere ai margini e spesso cade in dipendenze. Questa è una cosa molto triste, se pensate che una cultura tanto bella sia stata un po troppo messa da parte. Bisogna prendere tutto di un luogo e soffermarsi a fare nostro ciò che ci aiuta ad aprire la mente, a tornare a casa con qualche emozione da conservare e condividere, non solo con i soldi del lavoro. Non vi staremo a parlare delle bellezze della Nuova Zelanda, quelle già sono famose e basta comprare una guida per scoprirle, piuttosto vogliamo dirvi che se avete tanta motivazione, volete cambiare angolo di mondo per un po, qui ancora c’è la possibilità di farlo lavorando, qui esistono ancora le offerte di lavoro appese alle vetrine e ne vedrete tante come non vi è mai capitato di vederle in Italia. Se vi sentire dire che siete matti,ricordate che tutte le opere degne di memoria sono state realizzate con un pizzico di follia creativa, 1 anno passa alla svelta, sono già più di 2 mesi che siamo qui! Alloggiamo presso un privato perché come soluzione costa anche meno dell’ostello.

Vi lasciamo il nostro blog in cui scriviamo giornalmente le nostre esperienze e in cui trovate ulteriori informazioni: justliveyourdreamblog.wordpress.com
A presto!

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