Da Singapore alle Dolomiti via terra, il viaggio di Michele Soppelsa ripercorrendo le orme di Marco Polo

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C’è un ragazzo di 26 anni che sulle orme di Marco Polo, ripercorre la strada per tornare a casa. Mosso dal desiderio di incoraggiare le persone a viaggiare veramente e ad abbandonare i costosi pacchetti delle agenzie; è partito da Singapore e viaggiando esclusivamente via terra arriverà a Cencenighe Agordino (un paesino italiano nel cuore delle Dolomiti),  passando attraverso il Vietnam, la Cina, i Paesi ex sovietici, il medio Oriente, la Turchia e , infine, i Paesi Balcanici. Il suo nome è Michele Soppelsa.

 

mikesoppelsaAutostop

Noi di Wuhu.it lo abbiamo contattato per chiedergli della sua avventura:

Ciao Michele, quando hai cominciato a viaggiare?

Ho iniziato a viaggiare quasi due anni fa, quando ho lasciato il mio lavoro. Ho cominciato con un primo timido viaggio di due mesi negli Stati Uniti. Per metà viaggio accompagnato da un mio caro amico e per l’altra metà in solitaria. E’ stato durante questo viaggio che ho conosciuto altri viaggiatori i quali mi hanno ispirato a continuare a viaggiare. Rientrato in Italia avevo degli accordi e avrei dovuto cominciare un nuovo lavoro, ma ho lasciato tutto e sono partito di nuovo. Sono stato un mese in Spagna, poi ho continuato un mese in Cina, uno in Thailandia ed uno in India. Dopo un breve periodo a casa sono partito nuovamente, questa volta verso l’Australia dove ho vissuto per quasi un anno. Il 15 agosto ho lasciato Perth e ho preso un volo per Singapore (bruciando il biglietto di ritorno per l’Italia) e da lì è cominciato il mio viaggio di ritorno via terra.

Perché hai deciso di tornare via terra? Se non sbaglio avevi un biglietto aereo di ritorno…

Il mio biglietto prevedeva un mese di stop-over in Singapore, sarei dovuto ripartire da lì il 15 settembre alla volta di casa. Fin dall’inizio avevo una mezza idea di tornare a casa via terra. Quando si viaggia con l’aereo si salta da un posto all’altro, da una realtà all’altra, senza rendersi conto di quello che c’è nel mezzo. Il viaggio via terra permette di mantenere una continuità, un filo conduttore e dona al viaggio molta più logica. L’unico punto interrogativo erano i visti necessari per entrare nei diversi Paesi. Così ho preso una corriera per Kuala Lumpur in Malesia e, nelle diverse ambasciate, ho cominciato a raccogliere informazioni sui visti necessari per attraversare i Paesi che si trovano sul mio percorso. Per ora ho il visto per la Cina e il permesso di entrare in Kirghizistan, gli altri visti li farò man mano durante il viaggio.

MikeSoppelsaBigliettobruciato

Da quanto tempo sei partito e quando dovresti arrivare a casa?

Inizialmente pensavo che questo viaggio sarebbe durato cinque, sei mesi. E’ ora passato più di un mese e da Singapore sono appena arrivato a Ho Chi Min, nel Sud del Vietnam. Guardando la cartina del mio viaggio sono probabilmente a un decimo dell’intero percorso. Per cui si vedrà, non ho nessuna fretta.

Momenti belli e momenti meno belli durante il viaggio…

Quello che rende particolare il mio viaggio è il fatto che ho attraversato e dovrò attraversare parecchie frontiere terrestri. Il clima che si respira in queste città sospese è sicuramente particolare e affascinante. I traffici di merci, i traffici illegali da un Paese all’altro, l’andare e il venire di persone che cercano nel Paese confinante i benefici che non trovano nel loro e viceversa. Il cospicuo numero di persone poco raccomandabili che tentano di frodare gli sventurati che hanno deciso di valicare il confine. In questi passaggi doganali, paradossalmente, ho passato dei bei momenti. Momenti in cui ho assistito al fascino della fusione fra due “mondi”. Per la verità non ricordo alcun momento spiacevole. Solamente, vedendo le condizioni di vita di alcuni bambini cambogiani, mi sono sentito come un grasso e viziato maiale europeo. Ma in fondo so che anche a loro non manca quello che è essenziale per vivere e sono sicuro che quando cresceranno riusciranno a riscattarsi.

maikeSoppelsaThailand

Beato te che hai i soldi per viaggiare, è veramente così? Qual è il tuo segreto per viaggiare così tanto?

Non posso negare che dopo cinque anni di lavoro come minatore nelle gallerie dell’Alto Adige e dopo sette mesi di lavoro nelle fattorie australiane, la mia situazione economica è molto buona. Comunque nessuno mi ha regalato nulla, non ho vinto alla lotteria come certi pensano. Penso di non aver neanche mai comprato un gratta e vinci o un biglietto dell’enalotto. Quando si riesce ad adattarsi e si ha quel po’ di esperienza utile ad evitare truffe e costose “pappe pronte” per turisti, si riesce a viaggiare con un migliaio di euro al mese. Tutto compreso. Poi il resto è una scelta. C’è chi spende mille euro per avere una borsetta firmata, chi li spende per avere l’auto di un altro colore, chi li spende per una televisione e, infine, c’è chi li spende per un mese di viaggio.

Perché in solitaria?

Trovare un compagno per un viaggio del genere è un impresa a dir poco impossibile. Comunque anche se trovassi qualcuno disposto a seguirmi penso che difficilmente accetterei. Per me il viaggio è sinonimo di libertà, ogni giorno decido autonomamente dove andare, come andarci, per quanto tempo. I miei compagni di viaggio li trovo lungo il cammino. Per la verità non sono mai solo, al contrario, se un giorno voglio veramente rimanere solo ad osservare il mondo come spettatore, devo inventarmi qualche scusa per non offendere nessuno.

E’ importante parlare inglese se si decide di viaggiare?

Direi che è molto importante. Non a caso i più grandi viaggiatori sono gli inglesi stessi, gli australiani e quelli di tutte quelle nazioni che studiano veramente l’inglese a scuola (tedeschi, norvegesi, olandesi ecc.) D’altro canto, se non fossi mai partito, non avrei mai imparato quella strana lingua.  Bisogna lasciare il bordo della piscina se si vuole imparare a nuotare.

Cosa consiglieresti ai lettori di Wuhu.it?

Se veramente volete viaggiare, fate le valigie e partite. Non aspettate domani. Non aspettate che vostro fratello finisca la scuola, che la vostra situazione economica migliori, che il vostro capo vi dia l’aspettata promozione. Quelle sono tutte scuse! Partite e vi assicuro che non un giorno, non un minuto, non un secondo rimpiangerete la scelta che avete fatto. Almeno così è stato per me.

MokeSoppelsaAngkorWatCambodia

Se volete seguire l’avventura di Michele Soppelsa trovate qui la sua pagina Facebook

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